Metal Covering for OVS & Excelsior Milano, Expo Milano 2015

  • OVS Spa e Gruppo Coin Spa, Expo Milano 2015 – Rho
    Progetto Architettonico: Marco Zito + Alessandro Pedron architetti
  • Photo: Alessandra Chemollo

  Ottanta giorni per progettare e realizzare due padiglioni nella prestigiosa location di Expo Milano 2015, situati in posizione nevralgica e attenti a rispecchiare le diverse filosofie aziendali, una democratica, l’altra più esclusiva, di due brand legati al fashion, OVS ed Excelsior Milano. É la sfida, avvincente e complessa, che scelgono di affrontare gli architetti (e professori universitari) Alessandro Pedron e Marco Zito quando si tramuta in concreto incarico un’iniziale proposta formulata a Gruppo Coin, che attraverso i brand OVS ed Excelsior Milano è Official Retailer della Esposizione Universale. Qui, l’invenzione consiste in un singolare mantello di larghe scandole metalliche dalla forma romboidale, sviluppato da Pedron e Zito con quell’azienda veneta De Castelli che fonde nella propria strategia di impresa una ormai invidiabile esperienza nelle finiture metalliche per l’architettura a un’inesausta ricerca di innovazione. Dalla collaborazione e dall’amicizia che lega in particolare Marco Zito ad Albino Celato, nasce così un innovativo mantello a losanghe diagonali che, pur nell’analoga risoluzione formale ed esecutiva, si declina nel bagliore anodino, industriale e tecnologico dell’alluminio spazzolato nel caso di OVS, nella preziosità dai riflessi aurei del cor-tén délabré per rappresentare l’identità più sofisticata ed esclusiva di Excelsior Milano. Entrambe le lavorazioni sono completate da una finitura realizzata manualmente sulle singole scandole, che contribuisce a trasformare in texture un mantello già mosso dalla particolare disposizione diagonale e sfalsata.

Quando abbiamo iniziato a formulare il progetto, abbiamo subito pensato di nobilitarne la realizzazione, essenzialmente industriale, attraverso un materiale fortemente connotato dalla raffinatezza di una speciale lavorazione manuale” spiegano Pedron e Zito. “Ben consapevoli della disponibilità alla sperimentazione dell’azienda, ci siamo rivolti a De Castelli, affrontando insieme  i problemi tecnici, estetici e funzionali posti da quella che immaginavamo come una luminosa, cangiante pelle metallica che il tempo avrebbe ossidato.” Alla risoluzione tecnica del rivestimento e della sua installazione ha inoltre apportato un prezioso contributo la partnership tra De Castelli e la Lattoneria Vladimiro Giacometti.